Tra certezze e incertezze, a lezione Da Gerry a Monfumo

Tra certezze e incertezze, a lezione Da Gerry a Monfumo

Dove nasci non lo dimentichi mai. 
Il pensiero è di Gerry Menegon, pietra miliare della ristorazione asolana e trevigiana, dal 2006 instancabile trainatore di Locanda Da Gerry, ristorante con camere affacciato alla piazzetta di Monfumo (TV). A maggior ragione, diremmo noi, il luogo in cui nasci non lo dimentichi mai se è proprio Monfumo, un comune con poco più di mille abitanti, abbracciato da dolci colline e un silenzio ovattato, alle spalle della meravigliosa Rocca d’Asolo. “Monfumo è il luogo dove sono nato. Un posto suggestivo, fatto di silenzi, natura, e ormai spopolato” - inizia subito con emozione Gerry, reduce dal servizio del pranzo, mentre osserva il paesaggio su cui si affaccia la sua veranda. "Ho le radici qui, proprio qui. Prima nel locale attiguo, Osteria alla Chiesa, e dal 2006 in questa nuova insegna, metto in pratica la mia passione per la cucina e l’ospitalità affiancato dalla mia famiglia. Le mie giornate sono un continuo esercizio tra piacere del cibo e cultura dell’ospitalità ormai da anni. Quanti? Tanti, tantissimi anni”. 

Come non si dimentica mai il luogo in cui si nasce, un ristoratore e cuoco non dimentica mai il suo primo giorno in una cucina. “Il mio è stato il 13 Agosto del 1970, al Ristorante Cipriani di Asolo” - continua Gerry. “Ricordo le fatiche di quei primi tempi e le prime mazzate. Mi dicevano che non ero fatto per stare in cucina, che non era mestiere per me. Raccolsi la sfida con determinazione e con pochi studi alle spalle e… ora eccomi qua, a festeggiare cinquant’anni di amore con i fuochi. Una storia che forse non mi sarei aspettato neppure io”. Parla con emozione Gerry, tra un vibrare di foglie d’autunno e un vibrare di emozioni contrastanti, nate delle difficoltà di questi mesi. “Non mi sarei mai aspettato, dopo tanti anni di sacrifici, di ritrovarmi in una situazione così precaria. Di dover ricominciare per certi versi da zero e ridisegnare l’attività. Quest’anno ha cambiato all’improvviso un percorso che sembrava già scritto. L’agenda di Marzo, Aprile e Maggio era già piena, gonfia, eravamo felici e pronti a rimboccarci le maniche. Nei mesi estivi abbiamo lavorato, i clienti storici, ma anche quelli nuovi, ci danno fiducia e apprezzano il nostro lavoro, ma le chiusure, gli orari ridotti, e tutte le misure messe in atto hanno un’incidenza notevole sul nostro lavoro e sulle possibilità di continuarlo come vorremmo. In Italia è passato in questi anni un messaggio sbagliato della figura del ristoratore: noi non ci riempiamo il portafogli, noi ci alziamo con l’intento di rendere felici le persone che entrano in contatto con la nostra attività. Lottiamo tutti i giorni per far quadrare i conti, per dare lavoro ai dipendenti. Le soddisfazioni più durature, ho capito negli anni, sono le motivazioni e le ambizioni che passano attraverso le persone, non le gratificazioni pecuniarie”.



Soddisfazioni che arrivano grazie ad una cucina affidabile e ad una selezione certosina delle materie prime.

“Il nostro menu è improntato sulla tradizione, la semplicità e su abbinamenti che sperimento personalmente. Scegliamo prodotti sani, buoni e non ci fermiamo mai nella ricerca dell’ingrediente più adatto al nostro locale. Da Marchi Spa acquistiamo tantissimi prodotti carnei, tra cui l’Amaranta, una carne che ci ha convinti sin dal primo assaggio per la sapidità, la lieve marezzatura e una giusta pezzatura. Non ci sono segreti nella cottura: è una questione di esperienza, conoscenza del prodotto e sensibilità del cuoco". Difficile, anche per un’ottimista come Gerry, parlare del domani.

“Faccio fatica a parlare di futuro. La certezza più radicata che ho è entrare in cucina e riuscire ancora ad emozionarmi. Ho voglia di mettermi in gioco, di creare, di pensare a piatti equilibrati e semplici. Cerco di trasmettere questo a mio figlio Stefano, anche lui è in cucina con me. Oggi si incontrano giovani fragili, sempre proiettati all’accelerazione e al cambiamento, più disposti a lasciare andare un posto dopo pochi anni che a fermarsi per apprendere. Penso che si debba ritrovare il legame duraturo con i luoghi che abbiamo dentro dedicandogli più tempo”. 

E proprio per questo Gerry sta lavorando sulle iniziative del territorio. “Da qualche tempo ci stiamo impegnando in un progetto di recupero delle varietà di mele antiche di Monfumo attraverso una cooperativa. Ne abbiamo già individuate una trentina. Noi le usiamo nei nostri piatti (per esempio, nell’entreè e nei dolci ndr) e ci stiamo impegnando per divulgarne le potenzialità in cucina. Progetti come questo danno stimolo ed entusiasmo. D’altronde, per fare i ristoratori nel territorio, bisogna essere curiosi, stimolati e pronti al sacrificio. Al chi lavora con me dico sempre: non dimentichiamo la fortuna che abbiamo, il nostro Paese è amato per la straordinaria varietà culinaria, agronomica, paesaggistica… diamole valore!”.

Locanda Da Gerry
Via Chiesa Monfumo, 6, 31010 Monfumo TV

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