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Lo Scampo congelato a bordo

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Assomiglia a un piccolo astice o a un grosso gambero, e non è una piccola aragosta. È diffuso soprattutto nelle coste dell’Atlantico. Il suo colore vira, a seconda della specie, dal bianco al grigio, mantenendosi su eleganti tonalità rosate. Le sue carni sono apprezzatissime perché estremamente delicate, sia nel sapore che nella consistenza.
Insomma, anche se non avessimo inserito il titolo in questo post avrete capito che oggi vi parliamo di…  scampo!

Noi acquistiamo quello congelato a bordo dall’Irlanda, vicina alle più ricche zone di pesca degli scampi. Come per ogni referenza, giustifichiamo la scelta di questo prodotto spiegandovi l’origine e, infine, vi forniamo qualche informazione utile per l’impiego in cucina.

Il Prodotto
Perché scegliamo lo scampo congelato a bordo? In tanti (ma non tutti) sanno che il freddo non ha un effetto sanificante, ovvero non uccide i microrganismi. Questi, alcuni dei quali molto pericolosi, rimangono vivi e vitali e riprendono la loro attività moltiplicativa non appena la temperatura viene portata a valori più elevati. Ecco perché un ottimo prodotto congelato o surgelato è quello in cui la catena del freddo inizia subito, direttamente a bordo dei pescherecci, e non viene in alcun modo interrotta fino al momento della vendita.
Inoltre, ci teniamo a dirvi che un indicatore di qualità per i pesci congelati è la glassatura: si tratta di una patina di ghiaccio visibile sulla superficie dei prodotti. Essa indica che è avvenuta aspersione di acqua potabile sui prodotti per ripararli dalla disidratazione e dall’ossidazione a basse temperature.

In cucina
Se presentato a tavola, crudo o cotto, da solo, nel risotto e con la pasta, il successo con i commensali quando c’è lo scampo è garantito. È adatto a gran parte delle ricette con i crostacei, a patto che valorizzino e rispettino il suo delicato sapore. È dunque buona regola evitare lunghi tempi di cottura; si può far bollire 3-5 minuti, cuocere al vapore, oppure alla griglia 3 minuti per lato.

Diciamolo, in questo periodo in particolare, di grande movimentazione per il Cenone della Vigilia, questo è un prodotto che vi può davvero aiutare: lo acquistate prima, lo conservate,  lo scongelate con cura il giorno stesso, e lo utilizzate nelle vostre ricette!

Elaborare un menu

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Nella strategia di comunicazione di un ristorante la corretta elaborazione di un menu è un passaggio cruciale.
Il menu, infatti, è il mezzo con cui il cuoco o il ristoratore veicolano il messaggio culinario che identifica il locale, ed l’oggetto che può, fin da subito, mettere (o non mettere) il cliente a proprio agio.
Non solo, il menu è l’elemento che influenza notevolmente il profitto dell’attività: come vedremo di seguito, se si apportano i giusti accorgimenti può aiutare a massimizzare gli incassi. Abbandoniamo l’idea che sia uno sterile elenco di piatti, e iniziamo a considerarlo come una vera e propria strategia di vendita.

Consigli utili
Elaborare correttamente un menu è pratica tutt’altro che semplice. Esiste anche una disciplina che fornisce una serie di suggerimenti utilissimi per chef e ristoratori: è la Menu Engineering. L’obiettivo di questa disciplina è guidare la scelta del consumatore, “incoraggiando”  o “scoraggiando” inconsciamente il desiderio del cliente a comprare determinati prodotti e servizi.

Sono state definite alcune leve che consentono di elaborare un buon menu. Vi consigliamo di leggerle attentamente e di provare a seguirle. Provare non vi costerà nulla!

  • la leva psicologica: con il menu bisogna guidare il cliente verso la scelta “giusta”, quindi è necessario provvedere con un corretto posizionamento dei piatti e della loro descrizione.
    Il menu deve attirare e generare attenzione, negli spazi e nei modi giusti.
  • la leva costi/prezzi, per massimizzare il profitto; oltre a tenere conto del food cost del piatto, il menu dovrà prevedere un attento utilizzo del copywriting, ovvero di un codice linguistico che metta in risalto la descrizione del piatto e, in secondo piano, il prezzo. Ad esempio, evitando di incolonnare i prezzi a destra.
  • la leva del marketing per quanto riguarda il prezzo e la promozione; è quella che consente al ristoratore di fidelizzare il cliente. La comunicazione deve essere studiata in base alla tipologia di locale. Si tratta di un ristorante, di una pizzeria, di una trattoria? In basso, alcuni suggerimenti utili.
  • leva relativa alla grafica di impaginazione; importante creare nel menu alcune posizioni “strategiche” dove i piatti sono più visibili Altrettanto importante è l’utilizzo di font, grafica, colori. Tra i caratteri, il più utilizzato è il Tahoma, molto lineare e leggibile. Nei menu più tradizionali, suddivisi in tre pagine, è consigliabile utilizzare la terza facciata esterna per comunicare eventuali promozioni o serate speciali, un menu degustazione, piatti particolari, ecc…

Naturalmente, nell’elaborazione di un menu bisogna tenere ben presente che non tutti i locali sono di stessa natura.
Potremmo classificarli in tre tipologie: ristorante alto, ristorante pizzeria classico, trattoria.
Nel ristorante alto il menu dovrà mettere in risalto la qualità, la selezione delle materie prime e della cucina del microclima, con poche voci  e una descrizione dettagliata. Nel menu di un ristorante pizzeria gli elementi compositivi si devono sviluppare su: la giusta qualità con ingredienti più classici, poca cucina del microclima, molte voci nel menu con una descrizione comprensibile. Infine, nel menu della trattoria, bisognerebbe mettere in evidenza: la giusta qualità, gli ingredienti tradizionali, la rilevanza della cucina del territorio, la descrizione delle tipicità.

Nel menu, poi, possono essere inseriti anche alcuni messaggi speciali, ovvero informazioni che possono ulteriormente orientare e influenzare la scelta del cliente. Per esempio: i tempi d’attesa previsti per la preparazione di una ricetta e/o il suo costo per porzione e/o il suo peso; la descrizione delle materie prime, della loro origine, dei fornitori. I messaggi obbligatori, invece, riguardano: informazioni su intolleranze ed allergie, Iva e coperto, il divieto di fumare, l’utilizzo di alimenti surgelati e quelli rigenerati.

Ricordiamo che il menu diventa davvero “strategico” quando riesce a raccontare in modo completo il locale (la storia, la filosofia di cucina, i nomi dei componenti dello staff) e ad offrire soluzioni di ogni natura per propri clienti (dalla prenotazione del taxi, a quella dell’hotel e così via).

Involtini di Radicchio e Salmone

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Tra qualche giorno vi parleremo del nostro Salmone..
Nel frattempo vi proponiamo una ricetta semplice e sempre sfiziosa a base di Salmone e Radicchio, fornitaci da Osteria alla Pasina di Dosson di Casier (TV).

Ingredienti:
300 gr di salmone affumicato,
300 gr di radicchio rosso di Treviso,
2 bicchieri di olio extravergine d’oliva,
1 limone, sale e pepe.

Preparazione:
Affettate finemente il salmone. Suddividete in quattro partii cespi di radicchio, lavati ed asciugati e adagiateli sulle fettine di salmone. Arrotolate il tutto. Prima di servire condite con la citronette (olio, limone, sale e pepe).

Vino consigliato:
Chardonnay o tocai Villa Castalda.

Ricetta tratta dal libro di Giancarlo Pasin “Cento ricette facili con il radicchio”.

Osteria alla Pasina è una tipica osteria di campagna con una cucina tradizionale, talvolta creativa e ricercata, con piatti sia di carne che di pesce, che varia con le stagioni, spesso a km0. Andate a trovarli!

Osteria Alla Pasina
Via Marie, 3 – Dosson di Casier (Treviso)
Tel +39 0422 382112
Email www.pasina.it

La Cottura allo Spiedo

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La cottura allo spiedo è probabilmente uno dei metodi di cottura più antichi. Questa tecnica viene utilizzata soprattutto per arrostire grossi pezzi di carne o, talvolta, animali interi. In sostanza, la  carne viene infilata in uno spiedo e posta lentamente a ruotare sul fuoco vivo. Il calore raggiunge l’alimento per irraggiamento, ovvero senza che vi sia contatto diretto tra cibo e fonte di calore.  Il vantaggio della cottura allo spiedo sta nel sapore delle carni, che viene incredibilmente esaltato, e dalla possibilità di controllare la cottura e di modificare la temperatura man mano che l’alimento si cuoce.

Oggi esistono varie tipologie di spiedo:  elettrici, a gas, a raggi infrarossi, oltre che quelli alimentati con la classica legna o carbonella. Gli spiedi possono essere orizzontali, con la fonte di calore posta al di sotto dell’alimento, o verticali, dove la fonte di calore è a lato, particolarmente pratici perché meno ingombranti.

Ma veniamo alla cottura. Diversamente dal forno, dove è inevitabile che vi sia un accumulo di vapore, e quindi di umidità, sullo spiedo la carne cuoce in modo completamente asciutto. Il grasso contenuto nell’alimento pian piano si scioglie e cola, andandosi a depositare in un’apposita leccarda generalmente posta alla base dello spiedo. Per evitare che la carne indurisca è necessario tenerla costantemente unta e spesso, e a tal fine, vengono utilizzati proprio i liquidi raccolti.

Ecco altri consigli utili:

  • per ottenere una cottura allo spiedo ottimale, iniziare disponendo le carni molto vicine alla fonte di calore; non appena iniziano a colorirsi, arretrare lo spiedo
  • salare a metà cottura
  • per cuocere l’uccellame avvolgere gli uccelli in barde di lardo e dare un colpo di fuoco a fine cottura
  • Per rendere più croccante la cotenna del maiale bagnarla a fine cottura con della birra, e terminare la cottura alzando il calore

Provate a cuocere le nostri carni (quelle giuste) allo spiedo, e fateci sapere com’è andata!

La Mozzarella per pizza

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Quanto incide la scelta della mozzarella sulla buona riuscita di una pizza?
Vi rispondiamo noi: tantissimo. È per questa ragione che ci affidiamo ad una Azienda leader sul mercato, Latteria Montanari, specializzata nel segmento delle mozzarelle per pizza dal 1951.

La prima particolarità della Mozzarella per pizza Montanari è la tipologia del latte. Per produrla s’impiega latte crudo, in buona parte raccolto nell’area di residenza dell’ Azienda, il Friuli Venezia Giulia, e nelle vicine Austria e Slovenia.
La seconda particolarità che rende unica questa mozzarella, è il processo di filatura, uno dei più innovativi presenti sul mercato. Latteria Montanari è la prima Azienda italiana ad utilizzare la tecnica della filatura al vapore in continuo. Ricerche scientifiche accreditate dimostrano che questo metodo preserva i principali nutrienti del prodotto, in particolare i sali minerali, i grassi e le proteine. Questo naturalmente, incide positivamente sulla qualità e sulla resa della mozzarella sulla pizza. La mozzarella è profumata e gustosa, con piacevoli sentori di latte fresco: ciò che generalmente viene disperso nella tradizionale filatura ad acqua, nella filatura al vapore rimane integro nel prodotto.

Per assicurare una gamma completa ai consumatori ed agevolare il lavoro dei pizzaioli, Latteria Montanari produce 4 linee di prodotto (linea superiore, linea classica, linea verde, linea fior di latte), in 4 tipologie di pack. Per maggiori informazioni potete contattare i nostri referenti dell’area commerciale: vi daranno tutte le indicazioni utili per la scelta e l’acquisto della mozzarella che fa per voi!

Ricordiamo che la Mozzarella Montanari è certificata HALAL: questo riconoscimento le consente di soddisfare le esigenze delle comunità arabe ed islamiche presenti in Italia ed Europa, consentendo agli operatori della ristorazione di soddisfarne la crescente Clientela. E, infine, che l’assenza di caglio animale, sostituito da caglio microbico, rende questo prodotto adatto anche ad un pubblico vegetariano.

Latteria Montanari
Via Aquileia 2
34070 Villesse (Gorizia)
tel 0481 91024
www.latteriamontanari.it

La frollatura Dry Aged

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Tra le nostre referenze c’è un prodotto  di cui andiamo particolarmente fieri: la carne frollata con il nostro metodo dry aged. In questo spazio vi raccontiamo in cosa consiste questa tecnica e quali sono le  caratteristiche che connotano il prodotto  finito, rendendolo un’eccellenza per la ristorazione, ma anche un cibo prelibato per il consumo domestico.

Partiamo dal concetto di frollatura: ovvero quel processo di stagionatura, o meglio, di riposo, cui vengono sottoposte le carni per diventare idonee al consumo e per acquisire tenerezza e sapore.
Come molti di voi sapranno, infatti, la carne, dopo l’abbattimento dell’animale, non è immediatamente edibile. L’idoneità al consumo si raggiunge a seguito la denaturazione proteica operata degli enzimi presenti nei tessuti carnei, che viene, in questi prodotti, comunemente  definita frollatura.
La denaturazione non è uguale per tutte le carni. Le variabili sono tantissime, ed è il motivo per cui i tempi di riposo variano a seconda del tipo di animale e dalla tipologia di taglio. Per fare un esempio, per i tagli di vitellone da cui si ricava la “fiorentina”, il periodo di frollatura varia dai 10 ai 20 giorni, ad una temperatura controllata in cella frigorifera  di 0-4°C.

Ma veniamo ora al metodo dry aged. Si tratta di un tecnica antica tornata da qualche tempo in gran voga soprattutto negli Stati Uniti. È complessa e costosa, ma molto apprezzata dagli addetti ai lavori, e vediamo perché.
È un metodo di frollatura a secco che non prevede l’utilizzo di sacchettini sottovuoto, ma “solo” di un lungo periodo di refrigerazione ad umidità controllata. La carne frollata in dry-aging subisce un’asciugatura superficiale e, nell’arco di 5-8 settimane, cede fino al 20% di liquidi. Al termine di questo periodo,  essa si presenta tenera, marmorizzata alla perfezione, e con un aroma unico, che ricorda l’arrosto.
Per la sua preparazione, ci si può affidare alla griglia o alla padella. Devono essere ben calde.
Sconsigliamo di aggiungere condimenti: basta un pizzico di sale per apprezzare appieno questo prodotto dal sapore e dalla tenerezza uniche.

Per maggiori informazioni contattateci!

 

L’igiene in cucina: alla base della sicurezza alimentare       

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L’igiene in cucina è fondamentale per salvaguardare la sicurezza dei consumatori.

Sì, è vero, e siamo tutti d’accordo. Ma quanti operatori rispettano effettivamente le norme e le buone prassi igieniche?
Ecco qui, in sintesi, qualche prezioso accorgimento, da approfondire consultando il sito dell’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) e le leggi relative alla sicurezza e all’igiene in cucina.

L’igiene personale
Partiamo dalle mani: sono il veicolo batterico più importante, per cui devono essere impeccabili. Il lavaggio va fatto con sapone e acqua calda e deve avvenire sempre tra una preparazione e l’altra. Gli asciugamani devono essere puliti, meglio se monouso. Le unghie, mantenute corte e senza smalto. Sono vietati anelli, braccialetti, orologi, perché facilitano le contaminazioni batteriche. I capelli, infine,vanno sempre raccolti e coperti con un copricapo.

L’abbigliamento
In cucina è necessario un abbigliamento apposito, conforme alle norme sulla sicurezza, e dev’essere utilizzato solo durante le ore di lavoro. Meglio se di colore chiaro, così da poter individuare eventuali residui di sporco.

L’igiene e la conservazione dei cibi
E’ bene controllare accuratamente che la merce acquistata non presenti danni alle confezioni. Ed evitare, servendosi di coperchi e pellicole, il contatto degli alimenti con l’aria. Per i cibi serviti caldi bisogna raggiungere almeno i 70°C al cuore. In fase di raffreddamento, la temperatura dovrebbe scendere dai 65 ai 10 °C in un periodo di tempo non superiore alle due ore, per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche.

Lo scongelamento
È opportuno scongelare gli alimenti in frigorifero ( in particolare la carne e il pesce ) e non a temperatura ambiente: gli sbalzi di temperatura che potrebbero provocare la proliferazione di batteri ed altri microrganismi e, oltretutto, alterarne il sapore.

L’assaggio
Se si assaggia una pietanza in preparazione bisogna prestare molta attenzione: la saliva non deve andare a contatto con il prodotto. Quindi, è bene servirsi di cucchiai diversi e puliti per ogni assaggio.

Il lavaggio
La lavastoviglie andrebbe riprogrammata sempre in base al carico. Questo per evitare che rimangano residui di cibo sulle stoviglie: una superficie ideale per la proliferazione batterica.

 

Nel nostro catalogo disponiamo di moltissimi prodotti per la detersione e sanificazione degli ambienti di lavoro, nonché di indumenti per vivere la cucina in comodità e sicurezza. Contattateci!

Carne da griglia, fornitura e consigli.

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Provenienza della carne, frollatura personalizzata, marinatura  e tempi di cottura, per ottenere una grigliata perfetta sono moltissimi i fattori da tenere in considerazione.

La scelta della carne

Prima di tutto è fondamentale la scelta della carne, che spesso è data per scontata. La provenienza e il tipo di macellazione danno già delle indicazioni preziose sulla morbidezza della carne, oltre che garantirne sapori più intensi e proprietà nutritive maggiori. Affidarsi ad un partner che scova per voi le migliori razze bovine e garantisce allevamenti di carni suine e avicole a km 0 è già un passo importante, per avere la certezza di partire da carne di primissima scelta.
è importante anche avere ben chiaro che tipo di grigliata vogliamo offrire ai nostri clienti, perchè la scelta di tranci più o meno marezzati o di una frollatura più o meno lunga, incide molto sul risultato finale. Per questo i nostri agenti sono al vostro fianco per studiare assieme a voi la fornitura di carne da grigliata che state cercando.

La marinatura della carne

Un passaggio che a volte viene ridotto a tempi fin troppo brevi è quello della marinatura della carne. A seconda del tipo di carne a menù ci sarà il modo migliore per “preparare” alla cottura la nostra materia prima. Se è d’obbligo marinare carni dal sapore intenso come l’agnello, il capretto o la selvaggina in genere, è meno scontato lasciare il giusto tempo di marinatura con erbe e aromi a carni più semplici come il manzo, il pollame o addirittura il maiale. Spesso proprio la fase di marinatura è quella che fa la differenza, regalando ad una materia prima già eccellente, un sapore unico e straordinario. Qualunque tono decidiate di dare alla marinatura, e quindi al gusto della vostra carne, non dimenticate mai la base oleosa e un tocco acido che contribuiranno a proteggere la carne dalle alte temperature della griglia.

Le fasi della cottura

Anche in questo caso è bene distinguere a seconda della carne che scegliete di servire e spesso solo l’esperienza del cuoco addetto alla griglia può fare la differenza. Se offrite tagli nobili del manzo dovrete prevedere almeno tre step di cottura, da far scegliere al cliente al momento dell’ordine. Per altre carni, invece, è bene raggiungere sempre il punto ottimale di cottura, evitando anche di lasciare minuti in eccesso  la carne sulla griglia (perchè rischia di carbonizzarsi e diventare stopposa). Fondamentale è la chiusura dei pori della carne con un passaggio ad alta temperatura su tutti i lati: in questo modo i succhi della carne resteranno all’interno, preservando tutte le proprietà nutritive oltre che tutti i sapori e profumi. Evitate quindi di forare la carne inutilmente (anche con il forchettone per girarla) e non salate mai la carne prima della cottura.
Anche la temperatura della griglia è importante: il manzo e il maiale richiedono temperature più alte, mentre per salsicce, pollame agnello e carni più delicate, si prediligono temperature più moderate, ma a seconda delle dimensioni del trancio da grigliare, dovrete dosare intensità della fiamma e tempi.
Avete già scelto la vostra carne ideale per creare la vostra grigliata perfetta? I nostri agenti sono disponibili per tutte le informazioni che cercate!

Carne di Angus: caratteristiche e i suggerimenti per la scelta.

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La carne di Angus è tra le più pregate e richieste negli ultimi anni anche in Italia: Angus irlandese, Angus USA e Angus australiano sono solo alcune delle varianti di una razza bovina che riserva grandi soddisfazioni dal punto di vista del sapore e della versatilità.

Le razze di Angus

Originario della Scozia, l’Aberdeen Angus (questo è il nome della razza completo) oggi allevato anche in Irlanda (Angus Irlandese) è una razza bovina antichissima, ben riconoscibile per un manto prevalentemente scuro o nero, una stazza considerevole (750 kg per la femmina, fino a 1100 kg per il maschio) e una carne marezzata, con una percentuale medio alta di grasso che le conferisce morbidezza e gusto inconfondibile.

Il Black Angus ha origine in piccole zone degli USA (Kansas, Nebraska, Oklahoma) e in Australia, presenta caratteristiche simile alla razza da cui deriva, ma ha una carne più marezzata e leggermente più dolce grazie all’alimentazione a base di fieno e grano che, 60 giorni prima della macellazione, vengono sostituiti da un’alimentazione esclusivamente a base di mais.

La carne di Angus

Tutte le razze di Angus presentano caratteristiche simili a livello di gusto e morbidezza. La marezzatura della carne e le sottili venature di grasso che si sciolgono durante la cottura, rendono la carne di Angus irlandese, USA o argentino morbida e delicata, dal sapore intenso e tendente al dolce. Riconosciuta in tutto il mondo come una delle migliori carni bovine (insieme alla razza giapponese di Wagyu), è da qualche anno entrata di diritto tra le carni preferite dai ristoratori italiani, che ne sanno esaltare gusto e consistenza in mille modi: dalla classica griglia fino alla tartare. La carne di Angus è, infatti, una delle più duttili, grazie alla sua delicatezza e morbidezza,

L’allevamento tipicamente “naturale” dell’Angus che prevede l’utilizzo di grandi pascoli verdi (oltre al grano e al mais), garantisce alla carne un’elevata concentrazione di acidi grassi Omega-3 e Omega-6, di CLA, vitamina E, A e carotenoidi, rispetto ad altre razze bovine.

Come riconoscere la carne di Angus? Ovviamente il colore deve essere di un rosso vivo con leggere venature di grasso bianco perlaceo, deve avere una consistenza al tatto morbida, dimostrando una certa elasticità. Affidarsi a importatori che ne garantiscono la provenienza, la macellazione e il mantenimento, è il passo più importante per avere a disposizione Angus Irlandese, Angus USA e Angus Australiano di qualità eccellente, che mantenga le proprie caratteristiche organolettiche fino al momento della cottura e del servizio.

Avete già provato questa pregiata carne? Contattateci per maggiori informazioni!

Fornitura scampi Irlandesi, un ingrediente immancabile nella vostra cucina.

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Gli scampi irlandesi, o irish langoustine, sono tra le varietà più pregiate e più apprezzate di scampi, sia per la loro pezzatura medio-grande, sia per il loro sapore dolce, con carni compatte. Le zone di pesca di questo pregiato crostaceo sono prevalentemente due: il Mare d’Irlanda e il Mare Celtico.

Le caratteristiche organolettiche di questi scampi, che li rendono un prodotto sicuro, affidabile e con un ottima resa qualitativa e quantitativa, vengono mantenute intatte grazie ai metodi di pesca (che seguono i rigidi dettami del Seafood Environmental Management System_Sistema di gestione ambientale degli alimenti marini, a cui volontariamente aderiscono i pescherecci irlandesi). Anche la gestione del congelamento a bordo ha un ruolo fondamentale per offrire scampi di qualità superiore: tutti i sapori vengono mantenuti e le carni non modificano la propria consistenza grazie al congelamento ultra rapido che arriva a -38° in appena 4 ore.

La selezione Marchi vi propone soltanto i più dolci e gustosi scampi irlandesi, grazie ad una scelta scrupolosa dei produttori e dei metodi di pesca. La gestione della catena del freddo, infine, ci assicura di portare nelle vostre cucine un prodotto fresco, saporito, sicuro come appena pescato. La tracciabilità di tutta la filiera di produzione degli scampi è una ulteriore sicurezza, sia a livello di impatto ambientale, sia per quanto riguarda la certezza della provenienza e delle caratteristiche di prodotto.

I nostri Scampi Irlandesi sono venduti interi: come dei piccoli astici anche le chele hanno la loro importanza nella creazione di piatti e ricette succulente.

I possibili utilizzi degli scampi irlandesi sono moltissimi.

Grazie alla consistenza della carne e al sapore equilibrato possono essere consumati in purezza, con cotture semplici come la griglia o il vapore per un insalata di pesce. Anche la catalana di scampi è un’idea interessante per rendere al meglio il loro sapore.

Data la praticità di averne una scorta sempre disponibile, gli scampi irlandesi della Selezione Marchi saranno un’ingrediente fondamentale nei vostri primi piatti di pesce, dalle zuppe, ai guazzetti, dai risotti alle paste. La qualità della materia prima vi darà davvero l’opportunità di sperimentare e di creare sempre nuovi abbinamenti e piatti.

Contattateci per scoprire pezzature e formato delle confezioni, e provate la qualità dei nostri scampi irlandesi!